Frosinone, 26 luglio 2010
Nuovo ospedale di Frosinone: come costruire in qualità e sicurezza rispettando i tempi di consegna
4 anni di lavorazione +
35.000 metri quadri calpestabili +
200.000 metri di volumetria +
40 imprese al lavoro +
190 lavoratori di media al giorno =
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In edilizia, lavorare bene, in tempo e in totale sicurezza si può. Il nuovo ospedale di Frosinone è la testimonianza più recente di come un imponente lavorazione edile possa essere portata a compimento nel pieno rispetto dei tempi e nel pieno rispetto del diritto alla salute di coloro che vi hanno lavorato. Quando oramai manca poco all’avvicendamento fra il vecchio ospedale di viale Mazzini e la nuova, fiammante e colorata struttura di via Armando Fabi, abbiamo visitato l’opera lontani dalle luci dei riflettori, soffermandoci a parlare con gli addetti a lavori, coloro che giorno dopo giorno hanno seguito le lavorazioni stando a contatto diretto con gli operai. Partiamo da qualche dato, necessario per far capire la portata di quello che è stato il cantiere più grande della nostra provincia negli ultimi anni, al pari forse della nuova superstrada. Quattro anni di lavorazione, pieno rispetto dei tempi con la struttura ultimata e consegnata a dicembre 2009. Quaranta imprese totali, il numero di lavoratori impiegati considerando tutte le imprese che hanno partecipato non è stato mai al di sotto delle cento unità con il picco di 290 lavoratori e una media di 200 uomini giorno. Otto piani di altezza più due interrati per 35 mila metri quadri calpestabili e oltre 200 mila di volumetria. Questi sono i numeri spiccioli chesommariamente rendono l’idea dell’imponenza della struttura e delle tante lavorazioni, alcune molto difficili, che sono state completate nei tempi previsti e soprattutto con il numero zero nella casella infortuni. Non c’è stato infatti nessun incidente sul lavoro e questo è sicuramente l’aspetto più bello della vicenda. Ad essere scrupolosi, durante una giornata è arrivata l’ambulanza a soccorrere un operaio. Ma è bastato qualche attimo per capire che il lavoratore aveva avuto un leggero calo di pressione (dovuto al caldo torrido dell’estate) che aveva determinato un temporaneo svenimento. L’operaio peraltro è tornato al lavoro qualche ora dopo. Tantissime le ispezioni che hanno interessato le diverse fasi della lavorazione. I controllori della Asl hanno praticamente “sorvegliato” pedissequamente la struttura che è stata interessata anche da un blitz coordinato da parte della Direzione Provinciale del Lavoro, dell’Inail e dei Carabinieri finalizzato a un controllo per eventuali lavoratori in nero. Il controllo non ha ratificato nessuna irregolarità e non poteva essere altrimenti poiché i direttori operativi hanno controllato giorno per giorno le presenze delle maestranze sul cantiere confrontando i nomi con quelli dei libri matricola. Veniva effettuato anche un controllo mese per mese sul pagamento dei contributi dei lavoratori da parte delle imprese che hanno dimostrato tutte molta serietà. Alla fine infatti il computo delle violazioni (che pure sono all’ordine del giorno nei normali cantieri) parla di una sola sanzione pecuniaria comminata ad un’impresa per un’inadempienza lieve. Per quanto riguarda l’aspetto della formazione in cantiere, l’ospedale è stato protagonista della settimana europea per la sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ stato infatti scelto dalla Asl come luogo deputato alla sensibilizzazione degli addetti ai lavori (ma soprattutto anche degli studenti, i lavoratori del domani) verso una tematica così importante come la salvaguardia della sicurezza e dell’igiene nei luoghi di lavoro. L’opera è stata scelta anche dagli organi di vigilanza stessi come struttura adibita alla formazione dei propri neo-assunti vista la completezza delle lavorazioni su cui è stato possibile erudirsi. Sono state formate ovviamente anche le maestranze che hanno realizzato l’opera. Periodicamente infatti i coordinatori per la sicurezza hanno effettuato delle riunioni in cui hanno diramato le istruzioni operative per la corretta esplicazione delle fasi di lavorazione. Un altro aspetto che va assolutamente sottolineato è quello che ha visto la struttura di via Armando Fabi scelta come “progetto pilota antisismico” dalla autorità di vigilanza sui lavori pubblici. L’ambulatorio frusinate infatti è infatti la prima struttura in Europa ad avere gli isolatori sismici in fondazione. Lo scrupolo adoperato per ogni fase della lavorazione ha avuto del maniacale. Particolare attenzione è stata posta per il cemento armato. Ogni getto di calcestruzzo è stato campionato – grazie al prelievo di cemento a inizio, metà e fine getto – formando tre cubetti di cemento sui quali sono stati effettuate delle prove di consistenza in laboratorio. Il totale alla fine parla di oltre 1700 cubetti di cemento analizzati per ogni getto sono stati eseguite delle prove di consistenza. L’opera è stata progettata dallo studio Speri (con Protecne e Sein) i cui professionisti hanno coordinato le imprese sul cantiere in tema di sicurezza tramite l’Arch. Giuseppe Lupoi, l’Ing Gianpaolo Roba, il Geometra Giansanti e il geometra Luigi Ercoli. La realizzazione è stata effettuata dall’A.t.i (associazione temporanea d’impresa) formata dal Consorzio Cooperativa Costruttori e dal Gruppo Zeppieri Costruzioni, ed è costata oltre quaranta milioni di euro. Attualmente la struttura è in fase di arredo, l’operazione è gestita direttamente dalla Asl e con molta probabilità sarà inaugurata non appena verrà varato il nuovo assetto politico della Regione Lazio.








