Il convegno su appalti e sicurezza nei cantieri edili
Un convegno importante quello in programma lunedì a partire dalle ore 16 e 30 presso la sala convegni della Cassa Edile di Frosinone. Si discuterà infatti di appalti e sicurezza nei cantieri edili con particolare attenzione verso le gare a bando di natura pubblica. A sviscerare il tema saranno le più alte rappresentanze delle istituzioni e delle parti sociali. Interverranno infatti Alberto La Rocca e Domenico Chiarlitti, rispettivamente Presidente e vice Presidente del Cpt di Frosinone; il presidente di ANCE-Frosinone Curzio Stirpe; Roberto Protano dell’Ater (con la quale azienda il Cpt ha in piedi un protocollo per il monitoraggio dei cantieri frusinati); l’Onorevole Antonello Iannarilli in qualità di Presidente della Provincia; Giancarlo Pizzutelli, direttore del dipartimento prevenzione della Asl locale; Adolfo Coletta, sostituto procuratore della Repubblica di Frosinone; il segretario nazionale della Filca-Cisl Domenico Pesenti; l’Onorevole Cesare Damiano, ex ministro del lavoro e attuale componente della Commissione lavoro alla Camera dei deputati e Benedetto Truppa, segretario generale della Fillea-Cgil di Frosinone. “Obiettivo del convegno – ha commentato il Presidente La Rocca in sede di presentazione dell’evento – è quello di procedere ad un approfondimento delle problematiche legate all’entrata in vigore del decreto 81 che ha ridefinito la normativa sulla gestione della sicurezza nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Esiste oggi un problema di controllo, per questo sarebbe auspicabile che le stazioni appaltanti selezionino le imprese a cui affidare il lavoro tenendo conto del loro curriculum in termini di esperienza, di capacità e della disponibilità di mezzi e strumenti necessari per un lavoro di qualità e consegnato nel rispetto dei tempi prestabiliti”. Chiarlitti, segretario generale della Filca-Cisl ha sottolineato che “i forti ribassi comportano uno scadimento della qualità dell’opera e quindi una diminuzione della sicurezza sul lavoro che va a penalizzare fortemente i lavoratori. Occorre quindi individuare uno strumento da mettere in campo per rendere il processo della gara di appalto quanto più conveniente per tutti gli attori in scena, sia quindi per le stazioni appaltanti che per le imprese ma soprattutto per i lavoratori che devono poter operare in sicurezza e nel pieno rispetto delle norme”.
Il resoconto
Congruità delle imprese. Bandi di gare d’appalto ben scritti e rispondenti al lavoro da espletare. Costo del lavoro orario parametrizzato ai minimi contrattuali nazionali. Scorporo dei costi per la sicurezza dai costi del lavoro. Questi alcuni dei temi scaturiti dal convegno organizzato dal Comitato Paritetico Territoriale per la sicurezza in edilizia di Frosinone che ha cercato di porre l’accento sulla pratica degli appalti nei lavori pubblici. A trattare un tema così delicato, e di profonda incisione sia sul tessuto sociale che su quello produttivo, sono stati chiamati relatori di prim’ordine fra cui l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano e Franco Turri, segretario nazionale della Filca-Cisl. Era presente ai lavori lo stato maggiore dell’edilizia frusinate. C’erano infatti il Presidente del Cpt Alberto La Rocca e il Presidente di Ance-Frosinone Curzio Stirpe per la parte imprenditoriale, Benedetto Truppa della Fillea-Cgil con Domenico Chiarlitti della Filca-Cisl (anche vice Presidente del Comitato) per la controparte sindacale. Tanti gli interventi, ben otto, che si sono alternati nella sala convegni della Cassa Edile, in un incontro che ha richiamato gli addetti ai lavori del settore ma anche politici di spessore. In prima fila spiccavano le presenze dell’assessore ai lavori pubblici del comune Sergio Paris, del Presidente della Cassa Edile Arnaldo Zeppieri e del suo vice Flavio Fareta, del consigliere regionale Francesco Scalia e di Pietro Maceroni e Domenico Di Palma della segreteria Cisl in aggiunta a molti imprenditori del ramo. Ad aprire i lavori è stato La Rocca che ha sottolineato l’importanza dell’attività del Cpt nella prevenzione infortuni evidenziando la necessità di investire sulla sperimentazione della congruità delle imprese. A seguire, ci sono stati gli interventi di Truppa della Cgil (che ha sottolineato il vulnus che si cela dietro l’aggiudicazione di appalti da parte di imprese che poi non hanno gli operai in organico per espletare il lavoro) e di Stirpe dell’Ance. Dopo un momento tecnico, con gli interventi di Boschero della Asl, di Protano dell’Ater di Frosinone e del sostituto procuratore della Repubblica Coletta, è stata la volta del presidente della Provincia Iannarilli. Ha parlato delle difficoltà che spesso incontra l’amministrazione pubblica ad interloquire con le imprese, le quali cercano di aggirare i bandi pubblici proponendo delle riserve sui lavori che si traducono in altri oneri per le P.A. Ha trovato l’accordo dell’Onorevole Damiano che, appropriatosi del pulpito, ha catalizzato la totale attenzione della folta platea. Nel suo intervento ha illustrato quando di buono è stato fatto in passato lanciando anche numerose proposte per il futuro della sicurezza nei cantieri. Si è partiti quindi dal ricordare i 4000 e passa morti del boom economico del nostro Paese negli anni ’60 fino ai 1000 di oggi (“in un periodo di crisi”), ricordando l’istituzione di un provvedimento del governo Prodi, ovvero l’assunzione un giorno prima di iniziare a lavorare, una norma che ha sanato la brutta pratica della regolarizzazione post mortem dell’infortunato. Rimarcando l’importanza del Testo Unico per la sicurezza (“non è solamente una compilation di 30 anni di leggi”), l’ex segretario della Fiom ha criticato anche il patto di stabilità, forzatura giuridica che vieta ai presidenti delle provincie virtuose di spendere eventuali avanzi di bilancio. Due le proposte avanzate da Damiano: obbligo del coordinatore per la sicurezza su luoghi di lavoro con più imprese e, nelle gare con il massimo ribasso, costo di ogni singola ora lavorata non inferiore al minimo salariale nazionale stabilito dal contratto. Spazio anche alle idee future con in primo piano la premialità e la sperimentazione. “E’ importante valorizzare gli aspetti premiali, alfine di raggiungere degli standard di sicurezza elevati – ha commentato l’ex ministro – è impensabile infatti che lo Stato utilizzi i risparmi annuali dell’Inail per altri scopi. Quelli sono soldi delle imprese che devono tornare a loro stesse ma anche ai lavoratori, magari previa modifica delle tabelle di indennità degli infortuni”. E poi spazio alla sperimentazione con recinti di cantiere elettronici, badge, microchip nei dispositivi di protezione e altro ancora, prima di lasciare il palco sottolineando come “fare il bene dell’impresa equivalga a fare il bene del lavoro”. Le conclusioni del convegno sono state tratte da Franco Turri. L’esponente sindacale ha disquisito sulle lacune delle istituzioni (“i tanti ritardi nei pagamenti dei lavori”) ricordando come l’elemento più importante introdotto per la sicurezza in edilizia, ovvero il Documento Unico di Regolarità Contributiva, sia stato emanato grazie ad un accordo delle Parti sociali. Deprecando l’utilizzo della modalità dell’offerta economicamente più vantaggiosa, Turri ha posto il problema del subappalto. “Tale pratica – ha dichiarato – è un meccanismo più o meno legale esercitato dalle imprese per rientrare nei costi generati dal forte ribasso in sede di aggiudicazione dell’appalto. Importante proseguire il cammino della qualificazione delle imprese così come l’utilizzo dello strumento di congruità per favorire una concorrenza leale”.
Rassegna stampa dell’evento:
- Volantino convegno




























