CHI SIAMO
Il Comitato Paritetico Territoriale e la sua storia
Il C.P.T. è un Ente bilaterale senza scopo di lucro che si adopera per favorire e promuovere la crescita culturale e la coscienza antinfortunistica nel settore edile attraverso le particolari funzioni di orientamento e promozione di iniziative formative nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Il Cpt di Frosinone opera per il miglioramento della sicurezza sul lavoro nel settore delle costruzioni edili, promuovendo iniziative mirate a sostenere nel comparto quanti sono impegnati, a vario titolo, a far rispettare e far crescere la cultura della sicurezza sul lavoro.
Rendere il cantiere edile “luogo sicuro” rispetto ai tanti rischi lavorativi presenti, è il primo dei risultati che il CTP di Frosinone e provincia vuole conseguire. E per farlo, svuluppa una serie di attività mirate al raggiungimento di tale risultato, espletando così il compito affidatogli dalle parti sociali titolari degli accordi di lavoro.
L’Ente nasce come Comitato Tecnico Paritetico Territoriale ( C.T.P.) per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro di Frosinone e provincia. Successivamente scompare il termine “Tecnico” e l’ente assume l’acronimo di C.P.T.
Nascita e profilo dell’Ente
Il C.P.T. è un Ente bilaterale senza scopo di lucro costituito ufficialmente il 17/12/1987 sulla base del protocollo d’intesa nazionale del 24/09/1976, fra A.N.C.E. (Associazione Nazionale Costruttori Edili) e F.L.C. (Federazione Lavoratori delle Costruzioni). A Frosinone la gestione dell’Ente è affidata alle stesse Parti Sociali (ANCE-Frosinone e FENEAL-UIL, FILCA-CISL. FILLEA-CGIL provinciali) le quali agiscono tramite un Comitato di gestione paritetico ed un Comitato di Presidenza.
Obiettivi e finalità
Il C.P.T., che oggi fa capo alla CNCPT, Commissione Nazionale cui aderiscono tutti i Comitati provinciali costituiti sul territorio, statutariamente si adopera per favorire e promuovere la crescita culturale e la coscienza antinfortunistica nel settore edile attraverso le particolari funzioni di orientamento e promozione di iniziative formative nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori. Dal 1994, con l’introduzione del D.Lgs. 626 il C.P.T. diviene anche prima istanza di riferimento in merito alle eventuali controversie che possono sorgere sull’applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione.
La promozione del C.P.T.
L’Ente dal 1996 ad oggi è passato attraverso una continua attività ordinaria integrata da eventi a carattere divulgativo, quali conferenze, incontri bilaterali, seminari anche extraterritoriali in armonia con gli altri C.P.T. del Lazio e al contributo sinergico di enti e strutture ad esso collegate, che gli conferiscono quella spinta propulsiva fautrice dell’instaurarsi del processo virtuoso che porta la nostra provincia a vantare il prezioso risultato dell’auspicata inversione di tendenza degli infortuni. In questo periodo si sono tenuti corsi di formazione, della durata di 120 ore, per i Coordinatori Progettuale ed Esecutivo per la sicurezza, figure introdotte in ambito europeo con la direttiva 92/58 CEE, organizzati per ed in collaborazione con gli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti e con i Collegi professionali dei Geometri e Periti Tecnici della provincia con successiva estensione anche ai Dottori Agronomi e Forestali ed ai Geologi.
Sono stati attivati, tra l’altro, nell’anno 2002 e sulla base di finanziamenti regionali i corsi per R.S.P.P., R.L.S. ed Addetti alla Lotta Antincendio ed evacuazione e per Addetti al I° Soccorso. Si sono creati i presupposti per tavole rotonde presso l’Ispettorato Provinciale del lavoro e la sede del C.P.T. e, ancora, manifestazioni in occasione della settimana europea della sicurezza culminate poi nel convegno promosso dalla Azienda USL del capoluogo presso le Terme Pompeo. In tale occasione il C.P.T. ha dimostrato di aver acquisito, in ordine a contenuti, obiettivi e ai fini della crescita della cultura della sicurezza, quella visibilità e quelle capacità comunicative che non sono altro che una piccola parte di quello che è il risultato di un impegno continuo e costante nel quale tutti i responsabili a partire dal consiglio di amministrazione hanno creduto e si riconoscono.
Tra l’altro di recente il C.P.T. con gli altri Enti Paritetici, Cassa Edile e Scuola Edile ha varato una campagna di promozione dell’informazione sulla base di incontri con le imprese e i lavoratori in aree territoriali vocazionalmente strategiche. Questi si sono svolti in un clima particolarmente favorevole dando l’opportunità ai partecipanti di approfondire aspetti importanti relativi alla sicurezza, di socializzare e di promuovere l’auto-accrescimento culturale.
Hanno dato altresì conferma della necessità di fornire alle imprese la possibilità di far sentire “in diretta” la propria voce e agli Enti di promuovere in maniera mirata le novità sulle norme di legge e sui servizi che comunque da tempo erogano ai propri iscritti. C’è da dire infine, che i tempi sono ormai maturi perché le imprese stesse si facciano portavoce delle proprie esigenze anche e soprattutto, per ciò che riguarda la sicurezza, per dimostrare di avere acquisito la necessaria sensibilità in una realtà territoriale che tarda a focalizzare quegli obiettivi prevenzionali comuni sia alle forze sociali che all’intera collettività.
I risultati raggiunti negli ultimi anni, comunque, sono più che incoraggianti e fanno sperare per il meglio, ma guai ad abbassare i livelli di attenzione. Quanto di buono costruito finora ci porta ad essere pienamente convinti che solo un forte e reale senso collaborativo finalizzato alla tutela e salvaguardia della sicurezza e salute di coloro che l’impresa la fanno “grande”, può essere il volano giusto per più ambiziosi e sostanziosi traguardi.
L’attività del Comitato Paritetico Territoriale
L’’Ente dal 1996 ad oggi è passato attraverso una continua attività ordinaria integrata da eventi a carattere divulgativo, quali conferenze, incontri bilaterali, seminari anche extraterritoriali in armonia con gli altri C.P.T. del Lazio e al contributo sinergico di enti e strutture ad esso collegate, che gli conferiscono quella spinta propulsiva fautrice dell’instaurarsi del processo virtuoso che porta la nostra provincia a vantare il prezioso risultato dell’auspicata inversione di tendenza degli infortuni.
In questo periodo si sono tenuti corsi di formazione, della durata di 120 ore, per i Coordinatori Progettuale ed Esecutivo per la sicurezza, figure introdotte in ambito europeo con la direttiva 92/58 CEE, organizzati per ed in collaborazione con gli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti e con i Collegi professionali dei Geometri e Periti Tecnici della provincia con successiva estensione anche ai Dottori Agronomi e Forestali ed ai Geologi. Sono stati attivati, tra l’altro, nell’anno 2002 e sulla base di finanziamenti regionali i corsi per R.S.P.P., R.L.S. ed Addetti alla Lotta Antincendio ed evacuazione e per Addetti al I° Soccorso.
Si sono creati i presupposti per tavole rotonde presso l’Ispettorato Provinciale del lavoro e la sede del C.P.T. e, ancora, manifestazioni in occasione della settimana europea della sicurezza culminate poi nel convegno promosso dalla Azienda USL del capoluogo presso le Terme Pompeo. In tale occasione il C.P.T. ha dimostrato di aver acquisito, in ordine a contenuti, obiettivi e ai fini della crescita della cultura della sicurezza, quella visibilità e quelle capacità comunicative che non sono altro che una piccola parte di quello che è il risultato di un impegno continuo e costante nel quale tutti i responsabili a partire dal consiglio di amministrazione hanno creduto e si riconoscono. Tra l’altro di recente il C.P.T. con gli altri Enti Paritetici, Cassa Edile e Scuola Edile ha varato una campagna di promozione dell’informazione sulla base di incontri con le imprese e i lavoratori in aree territoriali vocazionalmente strategiche.
Questi si sono svolti in un clima particolarmente favorevole dando l’opportunità ai partecipanti di approfondire aspetti importanti relativi alla sicurezza, di socializzare e di promuovere l’auto-accrescimento culturale. Hanno dato altresì conferma della necessità di fornire alle imprese la possibilità di far sentire “in diretta” la propria voce e agli Enti di promuovere in maniera mirata le novità sulle norme di legge e sui servizi che comunque da tempo erogano ai propri iscritti. C’è da dire infine, che i tempi sono ormai maturi perché le imprese stesse si facciano portavoce delle proprie esigenze anche e soprattutto, per ciò che riguarda la sicurezza, per dimostrare di avere acquisito la necessaria sensibilità in una realtà territoriale che tarda a focalizzare quegli obiettivi prevenzionali comuni sia alle forze sociali che all’intera collettività.
I risultati raggiunti negli ultimi anni, comunque, sono più che incoraggianti e fanno sperare per il meglio, ma guai ad abbassare i livelli di attenzione. Quanto di buono costruito finora ci porta ad essere pienamente convinti che solo un forte e reale senso collaborativo finalizzato alla tutela e salvaguardia della sicurezza e salute di coloro che l’impresa la fanno “grande”, può essere il volano giusto per più ambiziosi e sostanziosi traguardi.








